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Irama è stato spesso raccontato come una delle figure più riconoscibili del pop italiano contemporaneo: un artista capace di attraversare cantautorato, urban, ballata melodica e spettacolo televisivo. Questo volume propone una lettura più radicale: Irama come autore della soglia fra luce e ombra. Non semplicemente un cantante dell'amore e della malinconia, ma un interprete capace di mostrare il punto in cui desiderio, perdita, corpo, memoria e bisogno di trascendenza diventano voce, colore, silenzio e paesaggio emotivo.
Dagli esordi di Cosa resterà alla leggerezza inquieta di Plume, dalla giovinezza ferita di Giovani e Crepe fino a Il giorno in cui ho smesso di pensare e Antologia della vita e della morte, Irama costruisce una poetica nella quale ogni luce conserva la possibilità della fine e ogni ombra custodisce la traccia di qualcosa che è stato amato. Il colore rivela, la crepa espone, il ritornello invoca, il crescendo trasforma il sentimento privato in esperienza collettiva.
Il libro legge questa traiettoria attraverso testo, voce, musica, immagini e trasformazione. Le canzoni diventano laboratori filosofici nei quali amore, dipendenza, assenza, lutto, memoria e spiritualità non sono concetti astratti, ma esperienze incarnate. La malinconia non viene celebrata né ridotta a tristezza: diventa conoscenza quando mostra che una relazione può continuare interiormente anche dopo la separazione e che ricordare significa conservare senza poter possedere.
Senza psicologismi e senza attribuire automaticamente alla persona dell'artista la voce dei brani, il volume analizza canzoni come Nera, Bella e rovinata, Arrogante, La ragazza con il cuore di latta, La genesi del tuo colore, Ovunque sarai, Tu no, Lentamente, Galassie, Ali, Senz'anima, Buio, Polvere e Il Giorno, mettendole in dialogo con Agostino, Kierkegaard, Camus, Freud, Ricoeur, Nussbaum, Simone Weil e William James.
Quattordicesimo volume della collana Filosofia in rima, Irama. Tra luce e ombra mostra che ricominciare non significa tornare intatti. Significa imparare ad amare senza possedere, ricordare senza restare prigionieri e cercare una luce che non cancelli ciò che l'ombra ha rivelato.
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